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Sestri, l’odissea del ponte obliquo: riprendono i lavori, ma sono in ritardo di un anno

Il ritardo, ha detto l’assessore Pietro Piciocchi rispondendo in consiglio comunale a un’interpellanza di Fabio Caraudo (M5S) è dovuto al ritrovamento di amianto di serpentinite. Lo smaltimento è costato 2 milioni di euro

Ieri, in Consiglio comunale, Fabio Ceraudo (Movimento 5 Stelle) è intervenuto «in riferimento ai lavori del ponte “obliquo” sul Chiaravagna e visti gli enormi ritardi si chiedono chiarimenti e tempistiche sull’opera». Il consigliere ha ricordato che «400 dovevano essere i giorni necessari alla demolizione e ricostruzione. L’opera che è già in ritardo di quasi un anno: per ora sono state solo messe in sicurezza le due sponde ma ancora non si è visto il nuovo ponte. Alla luce dei ritardi sul ponte don Acciai. Vorremmo capire anche i costi e le tempistiche per il completamento dell’opera, che ha comportato anche un cambio di viabilità tagliando fuori alcuni palazzi dal percorso».

L’assessore a Lavori pubblici e Manutenzioni Pietro Piciocchi ha spiegato: «Avendo fatto riferimento al ponte Don Acciai, chiarisco che oggi abbiamo un’infrastruttura a regola d’arte, dopo aver superato molte criticità dovute al terreno, con fondamenta profonde 30 metri, che hanno necessitato modifiche progettuali. Il parcheggio non è in ritardo ma la stiamo valutando insieme ai cittadini dopo che avremo superato alcuni dettagli tecnici».

Sul ponte obliquo, l’assessore Piciocchi ha detto: «È stato richiesto procedimento di bonifica, dovuto al reperimento di amianto, di serpentinite, l’amministrazione ha dovuto reperire oltre 2 milioni di euro per lo smaltimento, per fare lavoro nel totale rispetto dei parametri ambientali. Le risorse sono state reperite, il mutuo è stato contratto e quindi possiamo riavviare i lavori».

La serpentinite è una roccia che, una volta lucidata, si presenta di un colore verde intenso o rossastro. Molto amata come prodotto ornamentale nell’edilizia e nell’artigianato artistico in passato veniva impiegata per rivestire le facciate degli edifici, per realizzare piastrelle per pavimenti, lapidi o sculture. Può, però, contenere amianto. L’amianto è presente in molte località alpine poiché è associato, per genesi geologica, a rocce molto diffuse quali le pietre verdi o ofioliti ed in particolare alle serpentiniti, utilizzate come pietre ornamentali (marmi verdi) ed inerti. I tipi di amianto presenti sono il crisotilo e gli amianti di anfibolo, in particolare i minerali della serie isomorfa tremolite-actinolite. Sono stati, inoltre, segnalati altri minerali fibrosi non classificati dalla normativa come amianti (ad esempio l’antigorite fibrosa e la fluoroedenite). Le pietre verdi sono presenti sia nelle catene montuose sia nelle pianure alluvionali originatesi per disgregazione delle montagne stesse, nel corso delle ere geologiche. Le serpentiniti, nell’Arco Alpino Occidentale, sono concentrate in aree corrispondenti alla media Valle d’Aosta alle Valli di Lanzo, alla Val di Susa e al Gruppo di Voltri (tra Genova e Savona). Esistono, tuttavia, anche altri massicci ofiolitici. L’amianto di serpentino (crisotilo) è il più diffuso in natura ed è sempre associato alle serpentiniti.

«Per rendere più spedite le opere di adeguamento idraulico del torrente Chiaravagna, ultimo lotto, su cui sta operando l’Rti Bertini ecofond – ha proseguito Piciocchi – sono state consegnate parzialmente le aree di cantiere in modo che l’Rti possa operare in continuità sulla sponda destra del torrente sfruttando il necessario periodo di sospensione sul ponte obliquo. Le operazioni potrebbero riprendere a fine marzo, con una durata di 5 mesi, una volta approvati tutti i lavori oggetto della variante finanziata con il mutuo. Le modalità restano quelle del progetto esecutivo: fondazione, spalle appoggio, impalcato metallico, già pronto, impalcato stradale e relative rampe. Riprenderà quindi molto velocemente e l’amministrazione si rende conto che ci interferenze ai commercianti e abbiamo previsto dei ristori, deliberati durante l’ultima giunta».

Per il consigliere Ceraudo «è ottima notizia che riprendano i lavori, ma non i tempi sulla fine dell’opera».

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